Domande frequenti

Che cosa è una comunità psichiatrica?

È una struttura residenziale con elevato livello di attività terapeutico-riabilitativa ed assistenziale per persone seguite dai Centri di Salute Mentale del D.S.M., non assistibili a domicilio. In relazione alle finalità proprie della struttura la Comunità psichiatrica persegue i seguenti obiettivi: offrire ospitalità residenziale di lungo periodo, prestare assistenza alle principali funzioni di base dell'utente, erogare attività terapeutico - riabilitative individualizzate; promuovere attività di socializzazione, elaborare progetti di reinserimento nel tessuto sociale.


Chi può entrare in comunità? Quanti tipi di Comunità ci sono?

Bisogna distinguere fra le varie tipologie di residenzialità psichiatrica cosi come sono regolamentate dalle normative nazionali e regionali (Deliberazione Consiglio Regionale del Piemonte del 28/01/1997 n. 357 – 1370).
Queste prevedono, accanto alle Comunità Protette, di tipo A e tipo B, Comunità Alloggio, Progetti individuali in appartamento.
È inoltre presente una Residenza Assistenziale Flessibile (R.A.F.) per handicap psichico di tipo B, ai sensi della Deliberazione della Giunta Regionale del Piemonte del 22/12/97 n. 230 – 23699.
Nelle Comunità psichiatrica Ville San Secondo sono inseriti, a seconda della tipologia del programma, pazienti giovani e meno giovani, per i quali le ASL chiedono un programma di cura e riabilitazione individuale e specifico finalizzato ad un cambiamento.

Le Comunità psichiatriche Ville San Secondo sono di 4 tipi:

  1. Comunità protetta di tipo A
  2. Comunità protetta di tipo B
  3. Comunità alloggio
  4. Progetti individuali in appartamento


Quanto costa?

Le rette sono stabilite dalla convenzione stipulata con l'A.S.L. 11, di competenza territoriale della struttura. L'ingresso in Comunità può essere sia a totale carico dell'A.S.L. di appartenenza dell'utente, oppure a carico dell'Utente stesso.


Cosa prevede il programma terapeutico?

I programmi riabilitativi e terapeutici delle Comunità Ville San Secondo sono articolati e modulati sui bisogni di ogni singolo paziente. Al programma di base, comune a tutte le Comunità, si aggiungono i programmi relativi allo specifico terapeutico della Comunità stessa e a quanto previsto dal progetto individuale.


Chi lavora in Comunità?

Le professionalità coinvolte nello svolgimento del processo terapeutico, sono quelle previste dalla D.C.R. 357/ 97.

L'equipe è così composta:

  • medici psichiatri
  • psicologi psicoterapeuti
  • psicologi
  • educatori professionali
  • infermieri professionali
  • operatori socio sanitari


Come si ottiene l'autorizzazione all'entrata in Comunità?

Gli inserimenti in Comunità avvengono con il consenso del paziente e dell'èquipe del Servizio di Salute Mentale competente per territorio. Occorre anche che il Servizio di Salute Mentale sia disponibile a fare l'invio in Comunità. Le Famiglie devono operare affinchè il Servizio, attraverso il referente psichiatrico che ha in cura il paziente, sia convinto dell'utilità della cura in ambiente comunitario e deliberi di conseguenza l'inserimento e il pagamento della retta.


Quando e come potrò vedere mio figlio dopo l'entrata in Comunità?

Il progetto terapeutico prevede, se ritenuto utile ai fini del percorso riabilitativo, permessi periodici in famiglia e incontri programmati in Comunità.


Quanto tempo una persona dovrà rimanere in comunità?

Il periodo previsto di permanenza in Comunità è in relazione al progetto e agli obiettivi previsti.


Una volta terminato il percorso terapeutico in comunità cosa accade?

Al termine del percorso terapeutico/riabilitativo è possibile:

  1. il rientro in famiglia;
  2. il rientro non protetto sul territorio;
  3. il rientro protetto in strutture residenziali tipo casa famiglia o gruppo appartamento.


Quale collaborazione c'è fra operatori della Comunità e operatori del D.S.M.?

La collaborazione con l'èquipe terapeutica del Servizio inviante è di fondamentale importanza. Le normative prevedono che le procedure di ingresso e di dimissione siano concordate con il paziente, gli eventuali referenti familiari e il Servizio di salute mentale che fa l'invio.