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MONCRIVELLO - I Beni Culturali
 Moncrivello  Itinerari Turistici  La Storia

Il Castello.
L’edificio monumentale romanico, con caratteri del Quattrocento e’ difeso da una duplice cerchia di mura merlate con cammino di ronda. Si trova in bellissima posizione, in vista dei acstelli di Masino, Montalto Dora, Mazze’ e Vische. Presenta un nucleo centrale molto antico raccordato a dua torri: il poderoso "maschio" trecentesco, quadrangolare, con caditoie e finestra dalla graziosa cornice in cotto, attraversato da un passa carraio a volta gotica, e la torre di ponente a pianta semicircolare, sovrastata da merli. La bella torre di villa Moncrivello faceva parte del castello che fin la’ si estendeva. L’edificio a due piani collegati da una armoniosa scala elicoidale in mattoni, comprende i saloni per le manifestazioni a piano terreno e le sale sovrastanti, quasi tutte con soffitto a cassettoni e con un camino in cotto del Quattrocento. Divenne monumento nazionale nel 1908, quindi il vincolo fu rinnovato nel 1945 e nel 1993, ed esteso anche alla fascia adiacente del borgo medioevale.

La chiesa parrocchiale
Fu consacrata il 22 Agosto 1858 e ricostruita a pianta greca sulle fondamenta di quella preesistente trecentesca; sorge a fianco il bel campanile romanico con elementi rinascimentali; recentemente restaurato. Il parroco ha il titolo onorifico di Mazzaro che deriva da " Parochus major " essendo la chiesa di Moncrivello " majoratus ". Custodisce veri tesori artistici: l’imponente Nativita’ attribuita al Lanino e donato da Cesare de Mayo, primo marchese di Moncrivello, la Deposizione dalla croce con scritta " Joseph Juvenonius fecit 1570 " . Il trittico della Resurrezione di Cristo con figure di vescovi e’ attribuito al pennello di uno dei Giovenone, mentre Santa Maria Egiziaca sarebbe uno studio di Gaudenzio Ferrari per un affresco della chiesa di San Cristoforo in Vercelli.

Santa Maria di Miralta
Il santuario e’ situato sulla collina poco distante dal paese e in posizione molto panoramica. Il nome molto probabilmente significa "mira in alto ". L’impianto primitivo rasale al X secolo, ma e’ rimasto soltanto l’antico campanile romanico e la parte posteriore poiche’ la chiesa ad unica navata con pronao e’ del 1904. E’ circondata dalla " via crucis " marmorea sul piazzale antistante, mentre le cappelle del Santo Rosario si snodano lungo la bianca stradina di accesso.

Il Santuario del Trompone
Correva l’anno 1559 quando l’anziana e malata Milianotta di Cigliano fu investita da una gran luce in cui apparve l’immagine della Madonna su un grosso tronco o " trompone " ed ella fu guarita dalle sue infermita’. Qui sorse il complesso del Santuario che comprende la chiesa con la rotonda, il convento con il chiostro e due bei palazzi. Dapprima si costrui’ una cappella, poi la superba rotonda, per munificenza del de Mayo su autorizzazione di Pio IV, quindi le tre navate antistanti volute da Carlo Emanuele I, infine la facciata barocca e l’altare, donato dai del Carretto. Convento e chiostro sono opera dei Francescani che vi rimasero dal 1627 al 1802. Nell’Ottocento per ben due volte il convento fu chiuso a causa delle leggi contro la chiesa; vi subentrarono da prima i Cistercensi, quindi la Curia di Vercelli che lo adibi’ nel 1881 a sede del piccolo seminario, ingrandito con l’aggiunta dei due palazzi neoclassici. Attualmente e’ sede dei benemeriti Silenziosi Operai della Croce e attivo centro artigianale per disabili. La rotonda e’ rinascimentale con copertura in smalto, circondati da un anello di archi di gusto bramantiano ed affrescata con l’Incoronazione della Madonna, opera di uno sconosciuto quanto bravo pittore Guccia; piacevoli affreschi adornano anche le tre navate. Il Santuario del Trompone e tutte le chiese di Moncrivello ebbero l’onore di accogliere San Carlo Borromeo in visita apostolica il 9 Ottobre 1584, a pochi giorni dalla sua scomparsa il 3 Novembre dello stesso anno.

Chiesa di San Francesco
La chiesa e’ a pianta rettangolare e si affaccia sul lato este di Piazza Castello con un piccolo pronao rinascimentale, retto da due colonne in pietra. E’ molto interessante il bel portone ligneo a riquadri scolpiti. Sopra il portone vi e’ la scritta : " S. Francisco Assisiensi dicatum ". Una grande finestra centrale porta luce all’interno. L’interno ha un’unica navata con due file di banchi tra cui si distinguono quello donato dai marchesi del Carretto che reca lo stemma del casato, e quello donato dalla figlia Bodo. Sopra il portone di ingresso si trova la pregevole cantoria lignea con sculture di angioletti a tutto tondo. Tramite un paio di scalini si accede all’altare, leggermente convesso che va da un lato all’altro della chiesa con due aperture laterali per l’accesso al coro. La chiesa e’ tutta affrescata ed e’ arredata da pochi quadri, poiche’ molti sono stati danneggiati o asportati.
 
 
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